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Tappeti su misura: quale fibra scegliere.

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Tappeti su misura: quale fibra scegliere.

Molto spesso l’apparenza gioca un ruolo fondamentale, un tappeto bello confortevole e di design che arreda ulteriormente la stanza è un accessorio irresistibile.

Un bel giorno però il vostro bimbo fa cadere accidentalmente della Nutella mentre guarda i cartoni animati, fate progetti sull’adozione di un animale domestico o state pensando all’installazione di quel bel camino in taverna.. e i dubbi prendono forma: come smacchio il tappeto? Con un nuovo ospite a 4 zampe quale tappeto richiede la minore manutenzione? Posso trasportare il tappeto della camera in viscosa in taverna?

Un negozio specializzato saprà indicarvi oltre al design, i colori e le misure corrette anche la fibra più adatta per il vostro tappeto in quel momento. Vediamo le principali.

  • LANA: è la fibra più antica in questo settore, per ovvie ragioni di reperibilità.

Come fibra di qualità ne identifichiamo due tipi: la lana così detta inglese ( percore Lincoln, Leicester, Cheviot, Romney Marsh ecc.)  o quella della Nuova Zelanda ( la prestigiosa Merinos).

E’ una fibre meno combustibile rispetto alle fibre sintetiche, per cui vicino ad un camino è da preferire, riscalda d’inverno mentre in estate assorbe l’umidità.

Per contro, ha una bassa resistenza all’abrasione, motivo per cui molte volte si trovano composizioni di 80%lana e 20% Nylon, per bilanciare questo punto debole.

  • FIBRE VEGETALI: fibra che vediamo in crescita negli ultimi anni, per un effetto flat woven, sono fibre realizzate a partire da cellulosa e foglie vegetali tra le quali troviamo: Abaca, Juta, la fibra di riso, il Cocco ma soprattutto il Sisal.

Il Sisal viene ricavato dalla pianta di Agave è un materiale rigido ma teme l’umidità mentre il Cocco è utilizzato principalmente come fibra per zerbini ma ci sono anche degli intrecci da interno molto belli per non rinunciare ad un tocco naturale anche in casi di grande frequentazione.

Breve nota sul cotone, utilizzato principalmente per tappeti da bagno e in passatoie da cucina per la comodità di poter ricorrere alla lavatrice.

Contro: sono tappeti abbastanza ruvidi, a piedi nudi eviterei di camminarci sopra fatta eccezione per il cotone. Trattengono in forma minore i peli dei nostri animali domenstici, e resistono anche alle unghie feline più affilate, ricordiamoci però che anche i nostri quattro zampe hanno polpastrelli sensibili.

  • VISCOSA: bella, lucida e ultimamente molo richiesta proprio per il suo aspetto estetico raffinato.

Si può comunemente definire la versione artificiale della seta.

Ogni rosa ha le sue spine…già la classificazione è particolare, non rientra a pieno tra le fibre naturali né tra le fibre sintetiche ( ciò significa che gli smacchiatori in commercio per una o l’altra categoria non sono d’aiuto): è una fibra tessile che si ottiene parendo da materie prime naturali e una miscela di componenti sintetici.

Tessuto morbido e traspirante, lucente di natura e luminoso ma allo stesso tempo con scarsa resistenza all’umidità, di facile combustione e usura rapida.

Sconsigliato vivamente in cucina, bagno, vicino a stufe o camini ed in presenza di animali domestici.

  • POLIAMMIDE: chiamato anche Nylon. Nasce negli anni ’30 negli Stati Uniti, grazie al lavoro del chimico Wallace Hume Carothers, allora dipendente della ditta chimica Dupont. Lo scoppio della seconda guerra mondiale fece si che l’utilizzo di questo nuovo materiale fosse inizialmente impiegato quasi esclusivamente nel campo bellico. Il Nylon è estremamente leggero, presenta un’eccellente resistenza all’usura, facilità di tintura e facilità di manutenzione anche se non ama le alte temperature.

Negli anni ’50 viene introdotto nel campo tessile, e negli anni ’60 arriva Inghilterra ma non sembra adatto, il mercato chiede un prodotto più leggero e meno denso.

Negli stessi anni si cerca di sviluppare questo materiale, e nascono in USA            e Benelux aziende tessili capaci di ricavarsi il proprio filato di Nylon, verso  gli anni ’70 viene reso simile alla lana per estetica, tatto e lavorabilità, lo si rende opaco ma presenta un problema: genera cariche elettrostatiche durante il calpestio. Problema risolto grazie all’ introduzione di basse percentuali di viscosa e successivamente di fibre conduttive nel processo di fabbricazione nei materiali di buona qualità. Attenzione alla qualità della fibra, la scarsa qualità della materia prima potrebbe non aver risolto questa problematica.

E’ tra i sintetici il materiale più costoso.

  • POLIESTERE: materiale che nasce per essere utilizzato nel settore dell’abbigliamento, traspirante e molto spesso ottenuto dal riciclo di materiali di scarto.

Aziende come Nike, G-Star, Patagonia e Adidas utilizzano il poliestere riciclato per i loro capi sportivi e per la vita all’aria aperta.

Di aspetto lucido, quindi buon impatto estetico, morbidezza e costi contenuti sono le principali caratteristiche della diffusione di questa fibra ma le varianti cromatiche non sono molte. E’ una fibra difficile da colorare. Grande resistenza all’abrasione e buon isolamento termico.

  • POLIPROPILENE: fibra poco costosa, assomigliano per estetica ai tappeti in lana naturale, idrorepellente, la sua colorazione avviene tramite l’aggiunta di pigmenti prima che la fibra sia tessuta, adatto all’ambiente esterno e resistente ai raggi UV.

In combinazione alla lana viene usato per ottenere gli effetti dei tappeti berberi.

Poca resistenza dallo schiacciamento: quindi poco indicato sotto il tavolo da pranzo.

L’estetica è importante, ma occhio anche alla funzionalità.

I consigli giusti vi faranno risparmiare tempo e a volte denaro.