1990: scelgo di essere… Velluto

1990: scelgo di essere… Velluto

“Io mi chiamo Stefania, tu come ti chiami?”

Sono passati alcuni anni da quando questa frase era la mia preferita, eppure in modo diverso è il messaggio che ripropongo ogni giorno quando si apre la porta di via Cantoni 8.

Sotto la mascherina un sorriso, qualche chiletto da perdere ma soprattutto la voglia di ascoltare le vostre richieste insieme a frammenti di vita che mi regalate e preziosi consigli in argomenti non proprio di mia competenza. Credo sia ormai ovvio che la voce narrante anzi scrivente dei diversi articoli sia la medesima che vi accoglie varcando la soglia di Corderia Bossi.

Oggi ho 30 anni ma andiamo con ordine… se siete appassionati di storie di vita ho deciso di raccontarvi la mia a piccoli passi, tramite tappeti che disegno e che mi rappresentano.

Il primo tappeto si chiama “1990”, non è difficile capire come mai, ed il materiale che ho scelto è un velluto.

I velluti sono materiali compatti ma molto morbidi, sembra che qualunque cosa vi si appoggi sopra resti in superficie, eppure le macchie più difficili arrivano comunque in profondità ma hanno tantissimi colori. Non sono materiali di pregio, ma molto funzionali e quindi ideali per il mio periodo di vita in cui il mio piedino non superava il  32/33 come numero di scarpa, anzi ciabattina di Batman.

BASE COLORE : nasco a Monza con mamma e papà che lavorano entrambi all’ospedale, passo una infanzia piena di bei momenti, ma odio tantissimo le ninna nanne perché ho ricevuto così tanto amore che avevo paura di una improvvisa fine.

ARREDO CASA MONTAGNA:  ho imparato a camminare ( così mi raccontano) a Casargo, piccolo comune dell’Alta Valsassina dove vi racconto un aneddoto, ossessionata dalla paura di sporcarmi, vengo lanciata dentro una sabbiera apposita per giocare. Passata la paura.

MARGHERITA: sono quasi sempre andata a scuola o all’asilo a piedi. Passate le lacrime dei primi anni, lungo il tragitto raccoglievo diverse margherite e al ritorno mi aspettava un bel gelato o delle figurine in edicola.

MAGENTA COME..

ROMANTICISMO: Il mio cartone preferito era Cenerentola, l’ho visto talmente tante volte che una videocassetta non è bastata, mi ha sempre affascinato quella che oggi chiamo umiltà.

RICORDI: Inizialmente non avevo una cameretta, e ricordo questo colore nel copridivano che ogni sera toglievamo per farlo diventare il mio letto. Ricordo anche il rosa violaceo che era il colore predominante dello zaino delle scuole elementari Invicta che poi mi ha accompagnato in un sacco di gite fuori porta.

COSTUME: qualcuno potrebbe pensare Danza, e invece io dico Power Ranger.

GIALLO COME…

ALLEGRIA: il vero momento di svolta arriva in prima elementare con una maestra di italiano che ringrazio, Luisa Donghi. Si gettano le basi per la mia vita futura, tramite Matilda sei mitica, il GGG di Roald Dahl, le favole di Gianni Rodari ma anche Toy Story, Babe il maialino coraggioso e.. Harry Potter.

ESTATE/SOLE: ricordo i giorni di estate con piccoli momenti di allegria, il sole che filtrava dalle persiane, i pranzi e le colazioni in cortile e le vacanze ogni anno verso la fine di agosto in Liguria.

CAMERETTA: il profumo di nuovo, ricordo questo quando dopo il trasloco arriva la mia cameretta mansardata. Gialla e arancione…perché non sarà solo per me, ma come sorella maggiore mi aggiudico il letto superiore nel letto a castello, rigorosamente con spondina per evitare le cadute.

CIANO COME…

FIOCCO: Simone nasce 9 anni dopo di me, ricordo di aver creato palloncini e striscioni ovunque in casa. Ancora non sapevo cosa voleva dire avere un compagno di giochi, qualcuno con cui ridere e condividere così tanto anche da adulti.

ACQUARIO: Lucky non era il mio primo cane (arriverà molto più tardi) ma il primo pesce rosso, è stato un chiaro tentativo di distogliere la mia attenzione dai quattro zampe. Obiettivo mancato.

OCCHI: non i miei, ma quelli di una persona che insieme ai miei genitori giocava alla parrucchiera, mi portava a scuola, mi preparava il pranzo, sto parlando di Nonna Esterina. Una figura essenziale in ogni passo della mia vita. Chi non apprezza “Va dove ti porta il Cuore” di Susanna Tamaro è perchè non ha mai avuto una nonna così.

Vi aspetto il 22 febbraio febbraio con il Tappeto Think Outside the Box!